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STORIA DELLO SPORT DEL POLO
Si pensa che questo sport equestre sia nato in Inghilterra come naturale evoluzione dell’esercitazione che la cavalleria inglese eseguiva per l’addestramento al combattimento a cavallo durante le campagne militari. Si assimila infatti il movimento che un giocatore compie facendo ruotare il tacco, dall’alto verso il basso per colpire la palla, con il movimento che i combattenti a cavallo eseguivano con la sciabola da cavalleria per infliggere un fendente al nemico.
Caratteristiche standard di un cavallo argentino di razza da Polo:
-altezza mt 1,56;
-peso tra 400 e 500 Kg;
-conformazione fisica, ed ossatura forte;
-temperamento sanguineo;
-testa ben proporzionata;
CAMPO DA POLO
Il polo è uno sport nuovo, almeno per l’Europa e nessuno può rimanere insensibile e indifferente all’eccezionale spettacolo che trasmette una partita di Polo. Il Polo si gioca al galoppo su un campo in cui s’incontrano due squadre composte ciascuna da quattro cavalieri in sella.
L’obbiettivo è segnare più goal colpendo una palla bianca in legno o plastica di 8 cm, dal peso di 100 gr con una mazza di bambù (Mallet, Tacco) in modo che essa entri tra due pali alti circa 3 metri e distanti tra loro 7,5 metri.
I campi da polo di maggiore importanza sono in erba su sottofondo in sabbia oppure in sola sabbia, della lunghezza massima di 270 metri e larghi 180 metri.
Il campo, è delimitato, da tavole in legno, talvolta con degli spazi liberi che garantiscono la delimitazione del campo stesso.
Il tappeto erboso, laddove le condizioni climatiche lo consentono (al di sotto del 40° parallelo), è formato da ibridi di gramigna prodotti preferibilmente da stoloni (frammenti di radici), in quanto, in questo modo si ottengono tappeti con apparati radicali profondi oltre il metro, e ciò aumenta la compattezza, l’elasticità e la resistenza del fondo evitando che durante il gioco si sollevino zolle, oltre a garantire minori incidenti di gioco ai cavalli ed ai giocatori.
Le essenze ottenute da seme, invece, consentono un minore costo di impianto del tappeto, ma la manutenzione e la tenuta del tappeto e della superficie di gioco è molto più costosa, con una resistenza al gioco più limitata.
I cavalli del polo sono definiti PONY.
I migliori cavalli da polo sono i mezzosangue argentini ottenuti dall’incrocio di un cavallo rustico argentino (Criollo) con un purosangue inglese, e questi pony oggi a seguito di un’accurata selezione genetica sono alti circa 1,55-1,60 metri, ma a seconda del paese in cui si gioca le caratteristiche genetiche del pony cambiano. Nella penisola arabica si gioca con purosangue arabi, o inglesi, mentre in India si gioca con cavalli o con cammelli o elefanti.
In alcuni club di polo americani, oggi, si gioca anche con le cart comunemente utilizzate nel golf.
Nel comportamento del cavallo è fondamentale l’addestramento, che gli conferisce quelle capacità atletiche, una straordinaria resistenza al gioco ed un’intelligenza tale da capire il gioco stesso. Talvolta deve fermarsi bruscamente dopo una corsa al galoppo, per favorire il cavaliere nel controllare più facilmente la palla; per questo motivo devono essere molto veloci, scattanti e in grado di cambiare rapidamente direzione.
PARTITA DI POLO
E’definita di low-medium o high goals a seconda della bravura ed esperienza dei giocatori che ne compongono le squadre. La bravura degli stessi si misura in handicap che varia da 2 a 10 a seconda del fatto che essi siano principianti o professionisti, ed è attribuito normalmente da una commissione della federazione polo, sulla base del rendimento del giocatore nell’arco dell’anno.
L’incontro è suddiviso in quattro tempi per i low goals, e in sei o otto tempi (CHUKKER), dalla durata di sette minuti e mezzo ciascuno per gli high goals, ed è diretto da due arbitri a cavallo, ed uno in torretta. Ogni giocatore deve avere almeno due cavalli per il low goals e quattro per l’high goals. Ogni squadra è composta da quattro giocatori.
Il principale obbiettivo di ogni incontro è quello di garantire un avvincente spettacolo senza mai trascurare la sicurezza e la salute dei cavalieri e dei cavalli.
Gli incontri sono definiti “Open” come il più famoso Open del mondo, che si tiene al Palermo Polo di Buenos Aires.
ATTREZZATURA DA POLO PER IL GIOCATORE E PER IL CAVALLO
PER IL CAVALIERE
Ogni giocatore di polo deve essere attrezzato di un casco da polo che garantisce la sicurezza del capo e del viso nel caso sia fornito anche dell’apposita griglia metallica.
-Tacco: stecca di Bambù Manau, alle cui estremità è incollato un cilindro di radice di bambù col quale si colpisce la palla.
-Ginocchiere: rigorosamente di cuoio, che proteggono l’omonima parte della gamba dai colpi di tacco degli avversari.
-Stivali con cerniera di cuoio, che si possono facilmente aprire in caso di frattura della gamba.
-Guanti: garantiscono la buona tenuta del manico del tacco.
-Pantaloni: esclusivamente bianchi.
-Polo shirt: caratteristiche di questo sport.
-Frustino lungo da dressage.
-Speroni principe di Galles
PER IL CAVALLO
-Sella;
-Tappettini sotto sella;
-Fasce da polo su tutti e quattro gli arti;
-Briglia e martingala;
-Coda tenuta corta e criniera rasata per non impigliare il tacco;
CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE DI UN CAMPO DI POLO
I parametri fondamentali che devono essere considerati nella costruzione del campo è la realizzazione del sottofondo che per garantire una maggiore velocità ed elasticità ai cavalli durante il gioco deve essere realizzato in sabbia di fiume lavata, preferibilmente silicica, con una granulometria di 1-1,5 mm e dello spessore dello strato non inferiore ai 20 cm.
Il top soil di sabbia deve essere realizzato su un sottofondo dotato di un sufficiente impianto di drenaggio, con dimensione dei dreni a doppia camera del diametro vario, e con un interasse variabile tra i 5 ed i 7 metri e tutto ciò in funzione degli eventi piovosi dell’area in cui si realizza il campo e del clima in generale.
Fondamentale importanza riveste la realizzazione del tappeto erboso che deve garantire una portanza elevata, una scarsa scivolosità ed una compattezza tale da sopportare le sollecitazioni degli zoccoli dei cavalli durante il galoppo ed in particolare nei repentini cambiamenti di velocità e di direzione.
In questo modo i cavalli non subiscono traumi e ciò è fondamentale.
Perché ciò sia possibile il tappeto erboso deve essere ottenuto con macroterme (ibridi di gramigna, zoisie, paspalum vaginatum)tutte varietà rigorosamente riprodotte da stoloni e mai da seme e ciò in quanto le varietà ottenute da stoloni formano una fittissima e consistente massa di rizomi e stoloni che interessano profondità superiori al metro.
Le stesse specie riprodotte per seme formano invece una massa radicale che non supera i 10 cm di profondità. L’utilizzo delle macroterme nei campi in cui le temperature invernali arrivano allo zero richiedono pertanto degli interventi di trasemina autunno-vernino.
A tal riguardo si può fare l’esempio di uno dei campi di equitazioni più famosi e rinomati americani, il SANTANITA di Los Angeles, il cui tappeto erboso è formato da bermuda da stolone (Santa Ana), traseminata in autunno-inverno con il Lolium Multiflorum su sottofondo sabbioso integrato da fibre allungate di Netlon (polietilene).
Tale fondo garantisce una resistenza della pista a diverse gare nello stesso giorno, risultando una delle migliori piste di equitazione al mondo.
Negli Emirati Arabi (ad esempio nell’ippodromo Millenium Grandstard di Dubai), invece, esiste un’eccellente campo da galoppo realizzato su sabbia desertica lavata e con un tappeto erboso in Paspalum vaginatum da stolone estremamente compatto ed elastico e peraltro estremamente resistente alla salinità del sottofondo e delle acque.
La caratteristica fondamentale comunque è la morbidezza e la resistenza al galoppo.
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