In Italia il problema dei terreni di gioco si pone puntualmente tutti gli
anni, in autunno alla ripresa del campionato. Come si può dare torto
ai tanti calciatori ed allo stasso sindacato dei calciatori che affermano che
i nostri campi di calcio "fanno schifo" Il motivo è imputabile
alle essenze che caratterizzano i tappeti erbosi (loietti e festuche) indicati
per i climi freddi come nel Nord Europa, ma non nel nostro clima Mediterraneo.
Per porre rimedio a questo stato di inerzia, bisogna fare riferimento a ciò che è stato
realizzato negli stati uniti (nelle aree con clima assimilabile al nostro)
e qui da noi, solo nello stadio Olimpico di Roma.
Si utilizzano tappeti con ibridi di gramigna (tifway - Tifsport - Tifgreen
- GN1 ecc) che conferiscono al campo, resistenza al calpestio, resistenza alle
malattie funginee, e gioco regolare sia per quanto riguarda i rimbalzi che
per il rotolamento oltre a limitare al massimo gli infortuni dei giocatori
anche in fase di gioco passivo. Tale tappeto al di sotto dei 18 gradi perde
colore ed ingiallisce ma l'aspetto cromatico viene assicurato per tutto il
periodo invernale da una trasemina con Loietto perenne, che sparisce con il
taglio nella successiva primavera con l'aumento della temperatura.
In ogni caso, anche quando la gramigna è in dormienza, assicura al campo
la resistenza e la regolarità di gioco.
Questa tecnica consente altresì un risparmio nella manutenzione nell'utilizzo
di fitofarmaci oltre ad una rilevante economia d'acqua.
La Eco Green Service segue da vari anni questa tecnica (sprigging) con l'utilizzo
di macchinari avanzati che consentono di ottenere un nuovo tappeto erboso in
soli 60 giorni.