In aree sottoposte a vincolo, zone archeologiche o di particolare interesse paesaggistico e ambientale, ovvero in località turistiche, strutture alberghiere e ricettive, parchi pubblici o giardini privati, la realizzazione di percorsi pedonali con pavimentazione ecologica è l’alternativa più indicata e funzionale alle tradizionali tecniche esecutive e all’impiego dei materiali comunemente usati per le pavimentazioni.
Le fasi costruttive sono di gran lunga simili alle fasi di realizzazione delle pavimentazioni di strade carrabili ecologiche (vedi strade carrabili), ad eccezione del fatto che spesso, se le condizioni di partenza lo consentono, dopo un leggero livellamento dell’area, si può procedere senza fasi intermedie alla stesura dello strato di inerte che andrà a formare la pavimentazione pedonale, con spessore variabile in base al tipo di percorso e all’utilizzo previsto. Per la realizzazione di percorsi pedonali, esiste una vasta scelta di materiali inerti. Dal semplice inerte calcareo, alle graniglie di marmo, che conferiscono alla pavimentazione un aspetto estetico gradevolissimo, grazie ai diversi giochi e abbinamenti di colore, sfumature e disegni decorativi che si possono creare. Tutti gli inerti dovranno in ogni caso essere puliti, provenienti da cave idonee ed esenti da polveri e/o filler. La granulometria sarà scelta in funzione della tipologia di lavoro da effettuare, ma è consigliato l’utilizzo di pezzature non superiori ai 10 - 12 mm. Prestando particolare cura alla scelta degli inerti da utilizzare la colorazione della pavimentazione finita, si integra alla perfezione con l’ambiente circostante. I risultati sono esteticamente apprezzabili e al contempo funzionali.
Una volta steso lo strato finale di inerte, si interviene con il trattamento
del piano di posa con un copolimero a base acrilica, liquido, atossico, perfettamente
ecocompatibile, completamente biodegradabile (conforme quindi alle direttive
in materia di salvaguardia dell’ambiente e del territorio) usato in emulsione
acquosa con percentuali di concentrazione adeguate (vedere scheda tecnica).
Il copolimero è usato con funzione di agente legante. Il trattamento
si esegue con una apposita macchina erogatrice montata su mezzo d’opera,
capace di lavorare ad alta pressione (180 bar), condizione indispensabile per
la penetrazione del prodotto legante in profondità. Le molecole del
copolimero si uniscono formando solidi legami tra le particelle. Mentre l'acqua
si dissipa dallo strato di inerte, si genera una superficie solida, flessibile,
durevole e resistente all'acqua. Il composto, una volta asciutto, diventa completamente
trasparente, e la superficie trattata si integra perfettamente con il paesaggio
naturale circostante.
Una volta trattata la superficie, con copolimero, si dovrà provvedere
ad una rullatura con la doppia funzione di compattazione e finitura.
I risultati dell’intervento sono legati alla concentrazione di applicazione
del copolimero. Con percentuali di applicazione adeguate (come indicato nella
tabella riportata nella scheda tecnica), si possono ottenere superfici e pavimentazioni
con caratteristiche e qualità simili a quelle dei conglomerati cementizi
o bituminosi, ma in perfetto equilibrio con l’ambiente.